
Abbiamo scelto tre voci che esemplificano il taglio antologico al fine di dare anche un esempio della corposa diversità delle voci proposte.
Tiziana Colusso condensa la ciclicità della biologia con le strettoie sociali in un corto circuito in grado di far mancare il respiro, di restituire il senso claustrofobico della nostra condizione esistenziale, la quale impedisce la nostra libertà di movimento e fa collassare il tempo in un qui esausto e opprimente. E ove la chiusa è formalmente capace indicare l’asfissia dovuta a mancanza progettuale, rispetto a cui la continuità biologica fa da sfondo e sprone.
La prosa poetica metallica e lucidissima di Francesco Muzzioli, convocando sulla pagina un’affollatissima presenza metaforica e metonimica, mette in crisi dall’interno lo stesso strumento linguistico con il quale costruiamo bolle di realtà, indicando che con esso si spacciano visioni come se esse avessero solido fondamento, mentre sono pure effimere costruzioni.
La più intimista e pacata espressività di Lamberto Pignotti affronta il tema della responsabilità del singolo rispetto all’andamento della coscienza collettiva, del problema della formulazione di soluzioni e di adesioni a situazioni sociali raggelanti, dagli assurdi risvolti. Ma non ci si faccia ingannare da una posizione pessimista, che avere la consapevolezza della situazione è già avere messo a frutto il proprio impegno.
Tiziana Colusso
Continuum – Poesia senza versi
I
Come un rotolo del mar morto rotola la poesia,
avvolta al mondo moribondo come fascia a
mummia, continuamente rotola in un continuum
di cellule profonde in amniotico legame con il
tutto, inspiro/espiro primigenio, prima di ogni
misero tentativo di spezzare il fiato, spezzare i
versi per farli entrare in paginette strette come
pensieri da edicolante che accatasta in ranghi
compatti ogni mattina tutto il delirio del mondo
o meglio quel pezzo di delirio datato oggi, in-
scindibile dal delirio di ieri e di domani, in un
continuum denso come il frinire delle cicale, per
non finire, fino a che fiato, fino a
Francesco Muzzioli
Razionamenti vieti e echi rochi
Dieci razionamenti vieti, con l’aggiunta di uno vietissimo
1
la bolla, la bolla (in poche parole: la produzione del denaro dal // denaro) la bella bolla fatta col soffio – la bolla di sapone (la bella // bolla iridescente) dal soffio dell’aria spinta in alto (a meno che non sia // la bolla della bollitura) la bolla impalpabile mobile (si eleva sopra // i cosiddetti mercati) la bolla eterea, la bolla (che brilla) (che s’innalza) // che balla (sopra la borsa) che bolle; (pensaci) la bolla (finanziaria) // oh bella che prendendoci gusto a soffiare (soffiaci e soffiaci) si gonfia // si gonfia il più possibile a rischio (eh, per forza) di rompersi, fragile // com’è (ma dovevate saperlo) basta un niente, un piccolo spillo // (ma neanche) basta l’aria stessa che la preme e scoppia tutto
Lamberto Pignotti
Rigirando l’argomento
Via, fra le nuvole in corsa.
Ma con il moltiplicarsi degli orrori
in una narrazione simultanea
non c’è di che guardare distrattamente;
poi, rigirando l’argomento,
a qualcuno va di soggiungere una frase
col punto interrogativo.
Diventa sempre più difficile comprendere
perché dovremmo rispondere in modo originale
dal momento che il tema è ormai noto da tempo.
La scelta è obbligata:
è quella di chiudere gli occhi
e dunque di non decidere.
Incespicando intanto su qualcosa di magmatico,
quasi che la materia
non fosse mai del tutto raffreddata.
Tra i miasmi la storia continua.
Nel volume sono presenti i seguenti autori: Bàino, Balestrini, Ballerini, Binga, Colotti, Colusso, Costantini, Delogu, Di Francesco, Dionisi, Durante, Falasca, Fianco, Fontana, Giancarli, Giannotta, Guzzi, Lunetta, Muzzioli, Ottonieri, Palladini, Petrollo, Pignotti, Ponzi, Quattrucci, Scaramuccia, Vasio, Zuccaro.
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