venerdì 18 marzo 2011

"Passato in frattali" di Gilberto Isella


Il libro d'arte di Gilberto Isella e Loredana Müller “Passato in frattali”, edizioni Josef Weiss,  è stato realizzato in occasione della mostra "Partiture cromatiche" presso la Galleria Stellanove di Mendrisio (Svizzera) nel giugno del 2011


“Passato in frattali”, di Gilberto Isella, ci conduce in un percorso che si snoda attraverso due oggetti irriducibili:  il passato e la geometria e irriducibili non tanto perché  lo spazio è concetto astratto, mentre il passato esistenziale è legato all’immanenza, ma perché il passato del poeta, la sua infanzia, viene infilzata, fissata da rette che sbucano in ogni dove, trasfigurandone la fisionomia, facendola divenire luogo impossibile, di fiorenti paradossi: in cui affiorano non oggetti riconducibili a forme geometriche, ma oggetti geometrici veri e propri che invadono, appunto, l’esistenziale spazio. Non una cuccia o una casa, ma un prospetto; non un osso ma un trapezio. Oggetti che non potranno mai equivalersi, che non potranno mai dedursi l’uno dall’altro e la cui convivenza, nei versi di Gilberto Isella,  li rende pari alle presenze fiabesche, favolose. E non spira forse un vento di ilare adesione, di felicità esuberante da queste intersezioni impreviste e sorprendenti? E lo stesso spiritoso vento passa e tira via con sé anche le parole che per il solo cambio di una vocale visualizzano sulla pagina un drago, o si scambiano numeri e lettere come fossero assommabili, mentre l’aula dove il maestro si sbraccia per seguire le rette all’infinito diventa un vettore e riccioli di lana, seguendo le curve del belato fanno slalom sulle corna di poeticissima capra.



Passato in frattali



1

E dov'erano quelle, dove proferirle
le geometrie, da quale suo passato?

Parabole in smalto
tra il già dissolto terrazzamento

E fagotti di nebule, 
il ripostiglio caudato, poi rette ancora
dovevano, invitte trovarsi

Alle soglie del colosso - la vita -
nell'ombra braccata del cane
quando a prospetto ne esala
la fragile totalità di un osso
trapezio di bambagia

Nel luogo dove i luoghi
non portano attestati e ogni segno
è un salto di canguro nell'eclisse
*

(voltando e rivoltando nerissime lavagne
i maestri gli dicevano
che le rette non vanno a zigzag
e diago non ha nulla a vedere con drago

dicevano che loro continuano oltre le finestre
lo dimostravano con lunghe bracciate
e tutta l'aria balzava fuori, all'improvviso
e l'aula diventava la vita  che ha un solo vettore,
stupendo..)




2


Della biforcazione naturale di un numero
adulare il soffio mancante, il liberato

Tenerlo in gola per due bandierine
- l'azzurra se  è "numero"  la  rosa se è "cifra"  -
issarne la gioia  e incoronare
la vettovaglia dei vettori

Nel seno di un fuoco tra l'uno e lo zero
simmetrie di quarzi per l'infinità

Infinità su finitezza
mai scissa per oltranza di pensiero
sebbene spesso rotoli in assioma
dall'asse in giù
soltanto la faccetta cogitata

La stessa che mutando lineamento
si esibisce in altra specie sulla scena

Dove siede una  pecora  agli orli di pietraie
aritmetica lana  avvolgendo il suo belato
per due corna di sfogo
                                         sola  mente



3


La caverna riprodotta nello specchio
si porta addosso una manica di vento
                     e così trema il cristallo dei cavalli
sulle tue dolci spalle d'avena

Come l'originario aspergersi
                     o il concavo declino delle rocce
dentro stanza dal centro minato
invasa chiglia che l'immemore solleva

Come traiettoria che non forme
al suo andarsene trascina
ma ombre viventi travagliate, e il soffio

Meditando il suo imbrunire
al punto di scarico, di addio

A te rilascia un cantico di pena
- eccola, passata selce di presente -
se lungo il luminare al varco
dà sostanza
                     un matricidio    un dardo
profumato



Gilberto Isella (Lugano 1943) è poeta e critico. Laureato in lettere e filosofia all’Università di Ginevra, ha insegnato nel Liceo cantonale di Lugano. È coredattore della rivista di cultura “Bloc notes” e vice-presidente del Pen Club, sezione della Svizzera Italiana. Collabora al "Giornale del Popolo", a riviste letterarie svizzere ed estere, e al festival luganese Poestate. Ha tradotto dal francese Charles Racine e Jacques Dupin, e curato un'antologia di scritti dell'artista Mario Marioni. Tra le ultime raccolte poetiche si segnalano: Nominare il caos (Locarno, Dadò, 2001), Fondamento dell'arco in cielo (Lugano, alla chiarafonte, 2005), Corridoio polare (Castel Maggiore, Book, 2006) e Taglio di mondo (Lecce, Manni, 2007). Per il teatro ha scritto Messer Bianco vuole partire (Lugano, alla chiarafonte, 2008). Di imminente pubblicazione: Mappe in controluce (Book Editore) e Variabili spessori (alla chiarafonte).

4 commenti:

tonino vaan ha detto...

.non conoscevo questo autore

i testi di “Passato in frattali”
in quale delle due opere di imminente pubblicazione saranno inseriti?

.saluti .tonino vaan

Rosa Pierno ha detto...

Lo chiederò all'autore e ti farò sapere. In ogni caso di entrambi i libri di prossima pubblicazione daremo notizia in queste pagine.
Grazie
Rosa

Rosa Pierno ha detto...

Le poesie "Passato in frattali" saranno pubblicate in un terzo libro, successivo a quelli di già programmata pubblicazione.
Saluti
Rosa

conte vaan ha detto...

.grazie .smileinlettere