giovedì 15 giugno 2023

Mostra di Rosa Pierno “Il colore della linea” presso 1 Stile Home Gallery di Mara Pasetti, Mantova, dal 18 al 30 giugno, a cura di Stefano Iori

 



Per introdurre Rosa Pierno e per dire della sua mostra Il colore della linea voglio partire da ciò che Rosa stessa scrisse introducendo il suo libro di prose liriche Il contorno dell’ombra pubblicato da Oedipus nel 2020


Con parole acconce, mostrare il baratro tra lo scrivere e il figurare. Non è questione di tradurre, ma di rimarcare lo iato, i regni senza ponte del mio operare. 

Lessicali equivalenze, partiture sintattiche in equilibrio con legature di linee e tinte, con tratti esarcebati o dolci, oppure ammagliati oggetti trafitti da spilli lucenti: non è che un far la spola, un andare e venire senza remissione.

Il mondo elegante non è quello reale. Nemmeno un’intonazione adeguata può far superare il guado. 

Come una musica strepitante o dissonante disturba l’udito, allo stesso modo colori troppo carichi e squillanti procurano fastidio. Se il troppo acceso o lo smorto, lo spento o l’abbagliato, mortificano il disegno, vivo lo rende l’armonica mistura e anche la parola arguta, che, a schiera, segue, sonora.


Lessicali equivalenze, dicevamo, partiture sintattiche in equilibrio con legature di linee e tinte... Il disegno. Vivo lo rende l’armonica mistura: mi sono sembrate frasi che anticipano il lavoro svolto da Rosa stessa in campo figurativo.


Nelle opere in mostra presso 1 Stile Home Gallery, Mantova, si possono ammirare tratti sottili che si intrecciano e si raccordano, che dialogano tra loro portando avanti la storia singolare di ogni opera che si connette, però, a una velata narrazione d'insieme, declinata dai caratteri comuni alle singole opere e connotata da omogenea delicatezza, dal fulgore dei colori.


C'è un altro elemento che connette le opere tra di loro ed è dato dalla memoria, dalla elaborazione dei ricordi. Ricordi che vengono senz'altro dal vissuto dell'artista, ma anche dal suo percorso di studio, di ricerca, di approfondimento della storia dell'arte, del pensiero e della scrittura creativa.

I quadri di Rosa sviluppano intensità generate dal passato, personale e universale assieme, dunque, proprio come avviene nella scrittura poetica di questa amica artista.



Le sue proiezioni grafico/visive rappresentano, in buona sostanza, un modo di scrivere altro. Si tratta di un modus espressivo che sa costruire architetture fini e ragionate, studiate, pensate e ripensate con dinamismo, energia e fantasiosa riflessione, architetture capaci di permeare di incanto ogni generato creativo.

Voglio ricordare, avendo detto architetture fini e ragionate, che Rosa è architetto, architetto prestato all'arte e alla poesia.


Dicevo di scrittura altra. I disegni in mostra sono infatti prodotti di un alfabeto personalissimo. Quasi geroglifici o pittogrammi di una lingua nuova e antica assieme che ci regala storie da leggere, da liberamente tradurre. 

Storie che si dipanano negli accostamenti delle forme, nel loro susseguirsi e intrecciarsi, nella loro capacità di evocare simbologie intense. 

Il segno ha le sue vicende e queste danno vita a uno stato proprio che trasuda da ogni opera.


La mostra Il colore della linea mi fa pensare al senso e all'intimità di una wunderkammer, ovvero l'assemblea incoerente di oggetti disposti in bell'ordine su scaffali, oppure in teche o vetrine, come era in uso nelle chiese medievali o, più tardi, nei palazzi di nobili e dotti cittadini. 

Questo perché Rosa immette nelle sue opere tutti i quesiti possibili sulle soglie esistenti tra arte e scienza, alchimia e letteratura. E ciò sulla spinta dell'amore per la sovrapposizione, l'accostamento, anziché per la divisione. La compresenza è più importante dell'esclusione. 

Gli opposti non sono proprio opposti: per ogni determinatezza, per ogni definizione, si accumulano anche le indeterminazioni, le quali mettono in mostra, non l’irrealtà, le infondatezze o le idee vuote, ma due movimenti inseparabili eppure distinti. La vita scorre nel ritmo altalenante di bene e male, luce e ombra, estasi e rassegnazione. Personalmente, nei quadri di Rosa, vedo proprio la magica e ruvida danza del vivere, tra passato, presente e futuro.

 

Mi congedo con i primi versi di una poesia del poeta polacco Adam Zagajewski. Si tratta dell'avvio di un suo componimento che dice della poesia, ma che ben potrebbe dire dell'arte visiva come dell'arte in generale:


La poesia è ricerca del fulgore.

La poesia è una strada regale,

che ci conduce nel punto più remoto, più in avanti, più ulteriore.


Stefano Iori



1 Stile Home Gallery

Via Calvi 51, Mantova

Visite su prenotazione:339-5836540